Pensieri sparsi di un trentunenne musicista con la sindrome da Peter Pan (in via di guarigione) e la fede al dito.
Ieri ho fatto una delle tante cose “originali” che mi capita di fare in questa vita: sono andato dal dentista senza mal di denti, ne sono uscito con un male cane.
Tempo addietro, avendo un piccolo problema alla mandibola, legato (credo) alla mia attività (!) di cantante, ho fatto un po’ di radiografie ed una panoramica. Già che c’ero, ho portato a vedere la panoramica al mio dentista: non lo avessi mai fatto. Mi ha squadrato e con il tipico atteggiamento del medico (cioè con la tipica espressione che hanno, che ti debbano dire “lei ha una settimana di vita” o “bella giornata oggi!”) ha sentenziato: “bisogna rifare le terapie canalari, sei pieno di granulomi”.
Ora, a parte il fatto che a me “sei pieno di granulomi” non l’ha mai detto nessuno, mi sono (e gli ho) chiesto: “Scusa, ma non avevamo finito tutti i martirii l’anno scorso?” al che, con pazienza mi ha spiegato una delle mie tante originalità: non solo ho le radici dei denti a forma di uncino (visto con i miei occhi sulla panoramica), ma evidentemente ho anche gli apici bifidi. Un incubo per un dentista (non parliamo del paziente).
Ieri, primo appuntamento con il megaiperspecialista delle terapie canalari.
“Niente anestesia?”, chiedo. “No, tanto lavoriamo su denti morti” “ah, ok”
(inserisce appena uno strumento nel dente) “AAARGH!” (ops, dimenticavo, devo agitare la mano, altrimenti questo non si ferma) (agito la mano come un forsennato) “Non è possibile che tu senta già pungere!” Mi libero con calma delle robe che avevo in bocca, asciugo la lacrimuccia, risciacquo e spiego: “non ho sentito pungere, mi sono sentito TRAFIGGERE”. (Nota bene: di norma sopporto parecchio bene il dolore, dal dentista in particolare, ma quest’uomo non mi conosceva, quindi inizialmente aveva probabilmente un po’ di diffidenza)
Un’ora e mezza di lacrimucce in silenzio e quattro radiografie dopo, il responso: il mio molare ha tre buchi per le radici, o meglio sembra averle: in realtà due buchi conducono alle radici, il terzo è solo una “falla” sotto la quale c’è la gengiva (infiammata, oltre tutto). Mi sentivo trafiggere, e trafitto ero.
Alla fine della fiera, mi hanno medicato il tutto e rimandato al prossimo appuntamento. Con un male cane che ho ancora adesso.
Scrivo questo post con un paio di giorni di ritardo a causa di una stramaledetta influenzina che mi ha tenuto a letto fino a ieri.



Sono stanco morto…ma soddisfatto. Il nuovo lavoro mi assorbe quasi completamente, e finalmente ho più tempo da dedicare a quell’angelo che ho accanto. La scommessa per ora sembra pendere a mio favore, ma è ancora presto per dirlo…però, non credevo sarei stato capace di imparare un mestiere così nuovo e diverso in così poco tempo.
Mi manca un po’ la musica, sto suonando niente e cantando poco, ma verranno tempi migliori anche per questo…
Sono stato un po’ latitante da queste parti ma ho ben due giustificazioni. Il PC di casa ha deciso di abbandonarmi di colpo (per i più tecnici: BIOS partito causa aggiornamento fallito, motherboard sostituita). Ho pensato: “vabbè domani prendo il portatile che ho lasciato in ufficio e finché non è pronto il fisso uso quello”…peccato che nella notte siano penetrati dei ladri in ufficio e guardandosi attorno abbiano esclamato: “Ohibò! Ma qui c’è un portatile! Portiamolo via, ché lo dice la parola stessa!”.
In questi casi si dice che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo…oltre tutto era la prima volta, da che avevo preso il portatile, che non me lo portavo a casa…
Va beh, fa niente. Ora ho di nuovo un PC a casa (anche se dovrò reinstallare tutto perché il sistema traballa) e pure un portatile…sono pienamente operativo. 
Stasera coppia di (nuovi) amici a casa nostra: che bello. Era ora che aprissimo un po’ gli orizzonti ed ampliassimo le nostre conoscenze/amicizie. E mi rendo conto che se non è accaduto prima, anche questo è stata colpa mia. Preso dai mille impegni musicali e dalle chimere del vecchio lavoro, dimenticavo le cose più belle ed importanti…
Mi guardo dentro, e mi scopro meno egoista ed egocentrico, più in pace con me stesso e col mondo.
Ciò è bene. 