Non sono riuscito a piangere. Non ancora. E' questo il mio problema: non riesco a sfogare il dolore. Lo ingoio, lo metabolizzo, lo faccio mio e lo nascondo in qualche recesso della mia anima...
Vederti lì attaccato a tutte quelle macchine che ti tenevano in vita (ma era vita quella?) senza che tu avessi la minima percezione di tutto ciò che ti circondava mi faceva struggere di dolore. Non sono venuto a trovarti più di una volta, ma ti ho pensato ogni giorno del tuo infausto calvario. Ho a lungo sperato in una telefonata improvvisa di buone notizie, di un piccolo ma importante miglioramento...invece quando è squillato il telefono le notizie sono state la conferma di ciò che temevamo tutti. Eri volato via. Non che ti dia torto, io nelle tue condizioni avrei fatto lo stesso...però mi manchi. Mi manchi proprio tanto.
E riaffiorano alla mente ricordi di un'altra vita, tanti anni fa, quando tu per primo hai scoperto una scintilla di talento nel tuo adorato nipotino di tre anni. Quando hai insistito perchè avessi una tastiera "vera", come la tua, che della musica hai avuto il coraggio di fare il tuo mestiere. Quando, con pazienza certosina, insegnavi ad un piccolo moccioso che suonava con un dito alla volta a muovere i primi passi in questo mondo fantastico fatto di toni e semitoni, maggiori, minori e settime... Quando mi portavi a sentire le tue incisioni, o suonavi per me che affascinato guardavo le tue dita volare su quei tasti...
Mi manchi, ed al tuo funerale mi sono reso conto di essere l'ultimo erede di quella scintilla che, non so come, sei riuscito a trasmettermi. Ho un compito molto importante: devo continuare a suonare una musica che tu qui non puoi più suonare. Lo farò sicuramente, consapevole che ad ogni prova, ad ogni concerto avrò sempre una mano sulla spalla e due orecchie attente ad ascoltarmi...
Mi sento in colpa per aver trascurato troppo il dono che mi è stato fatto: per te ero il miglior tastierista del mondo, ma ho sempre saputo che se avessi dedicato un po' più di tempo alla musica sarei molto, molto più bravo. Te lo dico ancora adesso: mi hai sempre sopravvalutato.
In questi giorni sono stato vicino alla mamma, ho cercato di distrarla e di farla ridere un po', la conosci e sai che ne ha tanto bisogno. Anche la tua nipotina acquisita piange di nascosto la tua scomparsa, ma non vuole farsi vedere da me perchè dice che in quel modo non mi è d'aiuto...non sa quanto lo è stata, invece!
So cha nulla potrà mai colmare il vuoto che hai lasciato, ma se mi fermo un attimo posso sentire la tua presenza anche adesso che non ci sei più.
Tutto quello che sono, come artista, lo devo a te. Non so se ti ho mai ringraziato per questo: se non l'ho fatto spero tu possa sentirmi adesso...
Ti mando un bacio...ciao, Maestro!